Sono cinquanta gli emendamenti presentati al disegno di legge delega per la riforma dell’ordinamento dei dottori commercialisti ed esperti contabili e 49 riguardano l’articolo 2 che stabilisce i principi e i criteri direttivi a cui il Dlgs dovrà attenersi. Questo è quanto risulta dalla “bozza non corretta” del 25 febbraio che Il Sole 24 Ore ha potuto visionare.
Il riferimento alla legge 4/2013
Quattro emendamenti riguardano le attività oggetto della professione (articolo 2, comma 1, lettera a) e chiedono che il riferimento, ora presente, alla legge 4/2013 venga eliminato. In particolare il Ddl delega Ac 2628 presentato in prima lettura in Commissione giustizia alla Camera il 26 settembre 2025 stabilisce che la riforma deve riorganizzare le attività oggetto della professione riordinando le disposizioni vigenti, indicando le attività riservate dalla legge e le attività tipiche della professione in ambito tributario, economico-aziendale, finanziario, societario e della crisi d’impresa «ferme restando le competenze nei suddetti ambiti attribuite dalla normativa vigente ad altre professioni regolamentate o alle professioni non organizzate ai sensi della legge 4 del 2013». Tre emendamenti chiedono la cancellazione dell’intera frase citata – che riguarda sia altri Ordini professionali sia professioni non ordinistiche come i tributaristi - mentre un emendamento chiede la soppressione della sola parte che riguarda le professioni ex legge 4/2013.







