GENOVA. Un report dove finiva schedato il lavoro di alcuni giornalisti del quotidiano genovese Il Secolo XIX, il confronto reiterato degli spazi che passava persino dal conteggio delle righe dedicate ad uno o all'altro candidato, le foto, ma anche critiche a titoli e contenuti che non si attenevano ad un presunto “decalogo” che avrebbe avuto quasi la pretesa di indicare la linea editoriale, per non essere tacciati di imparzialità. C'è questo nella serie di dossier che sarebbero stati redatti dall'ufficio stampa del governatore ligure Marco Bucci nei confronti di un elenco di cronisti genovesi, messi all'indice e indicati all'editore e al direttore del quotidiano, «colpevoli di mancata imparzialità» nei confronti del centrodestra, nel pieno della campagna elettorale delle ultime elezioni comunali di Genova, poi vinte dall'attuale prima cittadina Silvia Salis. Accusati in sostanza di aver favorito Salis, e sfavorire nel lavoro quotidiano il centrodestra a trazione Bucci del dopo-Toti.

Sul caso è stata aperta un'istruttoria ancora in corso dall'Ordine dei giornalisti della Liguria per accertare ipotesi di violazioni deontologiche da parte di chi ha redatto quei report, ma la segnalazione è arrivata anche alla procura di Genova.