Il boss Andrea Andolfi, detto "ò minorenne", è stato assolto dall'accusa di avere ucciso il quattordicenne Giovanni Gargiulo, fratello di un collaboratore di giustizia, a Napoli il 18 febbraio 1998 nell'ambito di una vendetta trasversale di camorra. Oltre al boss, difeso dagli avvocati Leopoldo Perone e Michele Basile, assolto anche Vincenzo Amodio (difeso dagli avvocati Giuseppe Milazzo e Danilo Di Cecco) dall'accusa di essere stato uno dei due killer di Gargiulo.

La sentenza è stata emessa dalla IV sezione penale della Corte di assise di appello di Napoli, dopo l'annullamento con rinvio della Cassazione. I due imputati vennero ritenuti dalla Dda gli esecutori materiali di quell'omicidio e poi condannati in primo e secondo grado. La Corte di Cassazione ha però annullato il verdetto di secondo grado e rimandato la decisione a un'altra sezione della corte di Appello di Napoli che oggi si è espressa assolvendo i due "per non avere commesso il fatto".

"Finalmente finisce un calvario giudiziario durato 28 anni (Andolfi venne arrestato una ventina di giorni dopo il fatto) e ben quattro processi", commentano gli avvocati Leopoldo Perone e Michele Basile, "un periodo lunghissimo che ha provocato enormi sofferenze generate da un'accusa grave e abietta, nonostante Andolfi si sia sempre dichiarato innocente ed estraneo ai fatti sin da primo momento”.