Andrà agli arresti domiciliari, con applicazione del braccialetto elettronico, il cinquantaseienne maestro di karate arrestato a fine febbraio dalla squadra mobile e portato in carcere.
Per lui l’accusa è violenza sessuale aggravata su minore. Dopo l’interrogatorio di garanzia, durante il quale l’indagato ha rilasciato spontanee dichiarazioni, la difesa – con i legali Silvia Zanuccoli e Davide Bicocchi – aveva chiesto la sostituzione della misura cautelare della custodia in carcere con quella degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico: oggi la gip Maria Cristina Sarli ha sciolto la riserva accogliendo l’istanza della difesa.
Dalle indagini della squadra mobile, coordinata dalla pm Silvia Baldi, gli abusi nei confronti delle ragazzine sarebbero andati avanti per circa due anni. Iniziati nel settembre del 2024, si sarebbero protratti fino a gennaio di quest’anno. I metodi con cui il maestro, che lavora in una palestra della provincia, avrebbe approcciato durante le lezioni di arti marziali sono stati ricondotti a un unico modus operandi.
Le giovanissime vittime, infatti, venivano chiamate dal cinquantaseienne e con delle scuse portate in luoghi appartati, dove e quando nessuno poteva vedere. A quel punto si consumavano le molestie.








