Sulla terrazza panoramica di una casa a Rocinha, la favela più grande di Rio de Janeiro, i turisti aspettano che un drone li filmi in primo piano prima di allontanarsi per mostrare il paesaggio iconico della megalopoli brasiliana. Questi video, che costano 150 reais (circa 25 euro), sono ormai un successo sui social media. Sono così popolari che a volte le persone devono aspettare in coda per due ore prima di farsi filmare.
Pubblicati online, provocano reazioni opposte. C’è chi li apprezza, ma ci sono anche non poche voci critiche, di chi accusa i content creator e di riflesso chi ha ideato il tutto di edulcorare, di romanticizzare, se non addirittura di mercificare, la povertà di quartieri che vivono sotto il controllo dei narcotrafficanti.
Argomentazione questa, che viene però respinta da Renan Monteiro, 42 anni, fondatore dell'agenzia turistica Na Favela Turismo. "Non stiamo romanticizzando la povertà... vogliamo abbattere i pregiudizi", ha raccontato all’agenzia di stampa France Presse. "L'obiettivo principale è mostrare il lato positivo di Rocinha", il quartiere in cui è cresciuto e dove vivono più di 70.000 persone.
Prima delle riprese, i turisti partecipano a una visita guidata che mostra la vita quotidiana nella favela. Camminano per i vicoli stretti e ripidi, incontrando residenti intenti alle loro attività o che riportano i figli a casa da scuola. Rocinha "ha la reputazione di essere un posto pericoloso, ma è stato fantastico scoprirne l'atmosfera", racconta Gabriel Pai, 38 anni, originario della Costa Rica.






