Genova, 10 mar. (askanews) – “Per capire che la riforma che porta a una Asl unica non sia esattamente un successo, basta fare ogni giorno una breve rassegna stampa della situazione sanitaria nelle province liguri. Però vorrei sottolineare una cosa che secondo me è abbastanza interessante per capire qual è il meccanismo che ci preoccupa. In generale pensiamo che una concentrazione che non sia accompagnata anche da un potenziamento del ruolo dei sindaci e da strumenti che garantiscano effettivamente un equilibrio tra le diverse province, porterà a un sacrificio soprattutto delle province che sono più marginali, quindi che si creerà una forma di centralismo per la quale la voce della periferia, delle realtà meno importanti rispetto a Genova in termini di numeri, rischia di non arrivare al manovratore, a chi guida le strutture sanitarie”. Lo afferma in un video pubblicato sui social l’ex ministro e consigliere del Pd in Regione Liguria Andrea Orlando, parlando della riforma della sanità varata dalla giunta Bucci.

“In una situazione – aggiunge Orlando – nella quale, naturalmente, le risorse sono poche, si tratta di fare delle scelte. Voglio fare un esempio di una cosa specifica che succederà che però dà l’idea di come complessivamente si rischi quanto sopra: le diverse Rsu, quindi le rappresentanze dei lavoratori delle cinque Asl, dovranno dare luogo a un’unica Rsu. Cosa significa questo? Significa che da molti rappresentanti sindacali che oggi possono interloquire direttamente con i vertici delle singole Asl, si passerà a un numero molto più ridotto”.