Rimini – "Gli ho chiesto milioni di volte se fosse innamorato di Manuela, mi ha sempre detto di no". Valeria Bartolucci, moglie di Louis Dassilva, unico imputato nel processo sull'uccisione di Pierina Paganelli, è convinta che il marito non avesse un movente passionale. È quanto emerge dal tenore di quanto dichiarato rispondendo alle domande del pm Daniele Paci nella nuova udienza al tribunale di Rimini.

La sua deposizione era stata interrotta due settimane fa ed è proseguita con l'esame della Procura cominciato alle 9.30 e terminato alle 12.50 del 9 marzo, in attesa delle domande degli avvocati delle parti.

Bartolucci ha spiegato che col marito vi era una sorta di accordo. "Avevo una certa tolleranza al fatto che non fosse proprio fedele - ha spiegato Bartolucci - L'unico requisito che volevo nella relazione era l'onestà". "Ho sempre detto a mio marito che, qualora lui non si fosse più sentito bene nella relazione e avesse provato sentimenti per un'altra persona, ne avrebbe dovuto parlare onestamente". Dassilva, che ha avuto una relazione extraconiugale con la nuora della vittima, Manuela Bianchi, era "libero di andare a vivere con un'altra persona". "Secondo me la loro non era una storia d'amore - ha aggiunto Bartolucci - se Dassilva voleva andare via con il grande amore della sua vita, le porte erano aperte e nessuno glielo vietava. Era anche indipendente economicamente. Se l'avesse veramente amata l'avrebbe scelta. Non glielo avrei vietato".