Corsi e ricorsi. Ad Auckland Emirates Team New Zealand ha ufficialmente varato il suo AC75, “Taihoro”, come è consuetudine davanti ad amici, familiari, sponsor e sostenitori di lunga data. E’ la barca della vittoria della 37a edizione dell’America’s Cup di Barcellona, ma non è la stessa imbarcazione: la nuova “Taihoro” ha in seno un'evoluzione high-tech rispetto alla versione precedente. Nuovi segreti, soprattutto nella parte che non si vede – nel ventre dello scafo, in fatto di sistemi, e sott’acqua, anche se è stata mostrata con due fiammanti arma dei foil di colore azzurro con un’enorme scritta “Napoli”. L’obiettivo è dichiarato: conquistare una quarta vittoria consecutiva della Coppanel 2027.
Lo sponsor ritrovato
Non c’è solo la barca, ad essere ritrovata dagli All Blacks della vela. C’è anche uno sponsor storico, Toyota, che ha confermato ufficialmente la continuazione della sua partnership con Emirates Team New Zealand, un rapporto che dura ormai da 34 anni e 10 campagne dell'America's Cup. Sin dal 1992. E che si aggiunge ad Emirates ed Omega, già confermati a bordo e anch’essi di durata ultratrentennale.
«Per chi guarda dall'esterno, forse non ci sono grandi differenze, perché dall'esterno sembra tutto uguale, ma dietro questa barca c’è un enorme lavoro» dice il Ceo del team, Grant Dalton. «Pensiamo che Taihoro ‘2.0’ sarà un grande passo avanti rispetto a quello che abbiamo visto a Barcellona», gli fa eco il COO Kevin Shoebridge, che aggiunge: «C'è ancora molta strada da fare fino al 10 luglio 2027, quindi ci sarà un intenso lavoro di sviluppo che continuerà fino ad allora. E questo lavoro inizia questa settimana».






