E'stato arrestato per omicidio aggravato dal legame di parentela Fabio Fibrini, 52 anni, figlio minore di Maria Marchetti, 87 anni, massacrata a coltellate nella sua abitazione all'ultimo piano di una palazzina di via Sal Felice, a Genova Molassana.
L'uomo, interrogato a lungo in questura ieri sera, ha detto di non ricordare nulla. "Una grande tragedia che coinvolge un intero nucleo famigliare" hanno detto Roberta Barbanera e Giorgio Zunino, legali dell'uomo.
Maria Marchetti potrebbe esser stata aggredita e uccisa nella notte tra sabato e domenica. Sono state alcune testimonianze a fornire questa ipotesi, visto che i vicini hanno riferito di aver sentito delle urla provenire dall'appartamento. Fibrini, è seguito da tempo dai servizi di salute mentale e potrebbe essser sottoposto a perizia psichiatrica. La convalida dell'arresto potrebbe essere domani o al più tardi mercoledì.
Maria Marchetti, l'86enne trovata morta ieri nella sua abitazione a Molassana, potrebbe essere stata uccisa 12 o addirittura 24 ore prima del ritrovamento del corpo. Lo dicono i primi riscontri del medico legale, in attesa dell'autopsia, ma anche altri elementi. Già il sabato una vicina di casa per tutto il pomeriggio aveva provato a chiamare l'amica: doveva accompagnarla proprio ieri a trovare il marito che da qualche mese è ricoverato in una Rsa, ma non era riuscita a mettersi in contatto con lei al telefono per accordarsi sugli orari. Ieri ha quindi chiamato la sorella dell'86enne, che abita lì vicino e quest'ultima a sua volta ha allertato il figlio maggiore, che vive nell'entroterra. Nessuno aveva più sentito Mariuccia. Così domenica nel primo pomeriggio sono andati tutti insieme nell'abitazione di via San Felice. Quando ad aprire la porta è stato il figlio minore Fabio Fibrini, con i vestiti tutti sporchi di sangue, i tre hanno richiuso la porta e chiamato il 112. Il corpo dell'anziana è stato ritrovato sul letto ma importanti tracce ematiche sono state rinvenute lungo tutto il corridoio. La donna era in pigiama, il che avvalorerebbe l'ipotesi che il delitto sia avvenuto di sera o di primissima mattina. L'auto di Fibrini, che lavora in porto, era regolarmente parcheggiata nella rimessa condominiale e non presenta tracce di sangue. L'uomo non avrebbe provato a fuggire o a nascondere le prove. Di quel delitto dice che non ricorda nulla: "Dormivo" ha detto al pm Luca Scorza Azzarà che lo ha interrogato ieri sera e ne ha disposto l'arresto in quasi flagranza. L'uomo ha spiegato di prendere un farmaco e di essere seguito dal centro di salute mentale. In base a quanto spiegato dal fratello maggiore agli investigatori della squadra mobile soffre di disturbo bipolare. Nei suoi confronti, dopo la convalida dell'arresto - che sarà domani o mercoledì - potrebbe essere disposta una consulenza psichiatrica.














