-Un dipendente dell'ispettorato del lavoro di Napoli dirigeva il tutto.
Titolari di aziende agricole mettevano a disposizione le loro realtà imprenditoriali mentre un Caf del Casertano completava le pratiche. E' così che un'organizzazione criminale gestiva falsi assunzioni di extracomunitari. Il risultato? Lavoratrici e lavoratori migranti non avevano alcun posto di lavoro e la banda otteneva i finanziamenti destinati alle assunzioni. Truffe attarverso il decreto Flussi, denuncia la Cgil di Napoli e della Campania, che rappresentano una "grave situazione".
Tremila le pratiche che la Polizia è riuscita a bloccare. Una "pratica sicura" che costava tra i 6.500 e i 9.000 euro e che consentiva all'organizzazione criminale sgominata dalla Squadra Mobile di Napoli di fare soldi introducendo in Italia extracomunitari con il meccanismo delle false assunzioni. Una indagine che ha portato oggi all'esecuzione di ordinanze applicative di misure cautelari, emesse dal gip di Napoli su richiesta della Dda, a carico di 18 persone. 37 sono in tutto gli indagati. Il meccanismo era preciso. Secondo le indagini condotte dagli agenti della squadra Mobile, l'organizzazione criminale aveva il suo centro operativo a Marcianise, in provincia di Caserta. Lo scopo era quello di produrre i "nulla osta al lavoro subordinato", provvedimenti amministrativi con cui lo Sportello Unico per l'Immigrazione dell'Ufficio prefettizio territorialmente competente autorizza il datore di lavoro che ne faccia richiesta, ad assumere un lavoratore straniero residente all'estero e preventivamente individuato.






