Un imprenditore edile e un consulente del lavoro abusivo - in quanto non iscritto all'albo professionale -, sono accusati dalla procura di Pisa di aver favorito l'immigrazione clandestina di extracomunitari instaurando rapporti di lavoro fittizi nei confronti di numerosi miranti dal Senegal.

La rete illegale è stata smantellata dai carabinieri del Nucleo ispettorato del Lavoro che ha applicato, su disposizione del gip, due misure cautelari: l'imprenditore edile è stato sospeso dall'attività imprenditoriale mentre al consulente del lavoro abusivo è stato dato l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

Gli inquirenti hanno riscontrato che i due denunciati - dietro la promessa di assunzioni lavorative propedeutiche al rilascio di titoli di soggiorno - intascavano dai lavoratori bonifici bancari e denaro in contante per un totale stimato di oltre 30.000 euro.

I militari hanno analizzato decine di istanze, incrociando i dati con l'analisi di conti correnti bancari e con le testimonianze dei due indagate risultate, spiega una nota dei carabinieri, "non genuine poiché corredate da documentazione falsa (tra cui Durc mendaci) e fittizie attestazioni di capacità economiche".

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