MILANO – Il campionato è ancora vivo. La vittoria nel derby ha portato il Milan a sette punti dall’Inter capolista: a dieci giornate dalla fine, il margine è ampio abbastanza da rendere ancora la squadra di Chivu nettamente favorita. Un dato curioso della classifica dei nerazzurri arriva dal numero dei pareggi: solo uno, quello di gennaio con il Napoli. Così si spiega il vantaggio sul Diavolo nonostante le due sconfitte nei derby (cinque in totale). L’Inter vince tutte le partite che gioca contro avversari che non siano Milan, Napoli e Juventus: solo una volta non l’ha fatto, il 31 agosto con l’Udinese. Ecco perché, esauriti gli scontri diretti, non può non essere considerata in pole position. Però il Diavolo ha voglia di sognare in grande. E ha buoni motivi per farlo.

Le pagelle di Milan-Inter: Modric insegna calcio, Dimarco stecca

di Andrea Sereni

Il contraccolpo psicologico del derby

Innanzitutto, il derby può spostare la fiducia da una parte all’altra del Naviglio. Chivu si è presentato forte di 14 successi nelle 15 partite successive alla sfida d’andata con Allegri. Ma, di nuovo, si è dovuto fare da parte. Ennesimo scontro diretto perso, due settimane dopo essere uscito ai play-off di Champions per mano del Bodø. Il contraccolpo psicologico può essere un fattore nella corsa al titolo. Soprattutto nelle prossime partite. In tal senso, la gara con l’Atalanta di sabato pomeriggio a San Siro sarà già indicativa. Un passo falso potrebbe minare ulteriormente le certezze interiste. E far riaffiorare i fantasmi dello scudetto perso lo scorso anno punto a punto con il Napoli.