Si sa le rotte commerciali si intrecciano come fili di una tela globale, ma quello che ha appena annunciato la Honda è una cosa mai vista prima. Una mossa che sa di inversione di marcia, o forse di chiusura di un cerchio.

Dal prossimo anno, in Giappone, si potranno acquistare automobili a marchio Acura prodotte negli Stati Uniti. Un simbolo di come l'industria automobilistica, nata in un Paese e trapiantata altrove, possa infine tornare alle origini, portando con sé l'impronta di un altro continente.

Acura, il brand creato quarant'anni fa dalla casa nipponica per sedurre il Nord America, rappresenta da sempre un'idea di lusso sportivo, con finiture curate e un appeal che andava oltre le vetture più convenzionali esportate fino a quel momento. Era il 1986 quando Honda lanciò questo marchio, pensato per competere con i giganti europei e americani sul loro terreno: auto potenti, eleganti, capaci di unire tecnologia orientale a un gusto per l'eccesso tipicamente occidentale.

Ora, dopo decenni di produzione oltreoceano, il flusso si inverte. La prima a compiere il viaggio di ritorno sarà l'Integra Type S, assemblata nello stabilimento di Marysville, in Ohio, e destinata al mercato giapponese nella versione model year 2026. Presentata al Tokyo Auto Salon di gennaio e all'Osaka Auto Messe di febbraio, la vettura ha suscitato un entusiasmo palpabile, quasi a ricordare che il gusto per la performance non conosce confini nazionali. Con i suoi 320 cavalli erogati da un motore quattro cilindri 2.0 litri VTEC a benzina, accoppiato a un cambio manuale a sei rapporti, l'Integra Type S si presenta come la più potente della sua stirpe.