Un'esplosione nelle prime ore di domenica ha mandato in frantumi la porta degli uffici consolari dell'ambasciata americana di Oslo in quello che per la polizia norvegese è stato un "attacco mirato".

Ma se gli effetti della deflagrazione sono stati piuttosto contenuti - qualche vetro rotto e nessun ferito - quelli politici si riverberano in tutta Europa perché l'attentato ha riacceso il timore di attacchi mirati nel Vecchio Continente.

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Norvegia, esplosione a Oslo: danneggiato un ingresso dell'ambasciata americana

Per la polizia di Oslo l'esplosione potrebbe essere il frutto di un atto terroristico, anche se altri moventi non vengono esclusi, ha spiegato il capo dell'unità congiunta di investigazione e intelligence, Frode Larsen. Per Larsen è "naturale" supporre che l'incidente sia collegato agli attacchi degli Stati Uniti all'Iran. L'investigatore ha aggiunto che davanti alla ambasciata Usa è stato fatto detonare un oggetto esplosivo, anche se il capo della polizia Grete Metild non ha voluto confermane, nè negare, che si sta trattato di una granata. Ovviamente, la polizia norvegese ha subito rafforzato le misure di sicurezza sia per l'ambasciata Usa che per quella israeliana, ma anche per la comunità della diaspora iraniana e per quella ebraica nel Paese. Già dal 28 febbraio, giorno in cui gli Stati Uniti e Israele hanno lanciato l'offensiva contro l'Iran, tutte le ambasciate statunitensi in Medio Oriente sono state messe in stato di massima allerta.