La Bologna del Partito democratico fa infuriare anche i parroci. I preti del centro storico denunciano che "quest’anno, su 9.000 abitanti, non abbiamo avuto un solo bambino iscritto al catechismo per la comunione". A dirlo è don Giovanni Bonfiglioli, parroco di San Giuliano e della Santissima Trinità e di Santa Caterina di Strada Maggiore. Intervistato dal Resto del Carlino il don riferisce che "le famiglie sono andate via. Questo vuol dire che non c’è nessun impegno a tenere viva la città. Bisognerebbe favorire le persone. Abbiamo una città svuotata di abitanti. Capisco che studenti e turisti portino soldi, però una città, in questo modo, muore". Il motivo a suo dire è chiaro: "Questa zona ha costi molto elevati. E chi abita fuori dalla porta, non viene fin dentro perché impossibile: non si trova da parcheggiare e ci sono le ztl. Noi cerchiamo di accompagnare i ragazzi che abbiamo, sia gli scout che il gruppo post-cresima, andiamo avanti come possiamo".

Dello stesso parere don Stefano Culiersi, parroco della chiesa di San Benedetto (via dell’Indipendenza), di San Carlo (via del Porto, vicino via dei Mille), di Santa Maria Maggiore (via Galliera) e quella dei Santi Gregorio e Siro (via Montegrappa). "Purtroppo - afferma -, tutti assistiamo a una trasformazione del centro storico, che si è svuotato di persone. Io me ne accorgo quando vado a benedire le case: di fatto, non ci sono più famiglie da benedire, non ci sono più persone. Ai campanelli trovo B&B e uffici, per la maggior parte".