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Da Milano a Torino niente solidarietà alle donne di Teheran. Il predicatore Baya alla premier: "Serva"
Donne, pro Pal, pro ayatollah. Tutto in unico grande (e teoricamente antitetico) calderone. È questo lo scenario che ha raccontato un'Italia in ginocchio per la morte di Ali Khamenei. Ieri lo stivale ha visto, nuovamente, andare in scena l'asse tra sciiti e sunniti, la cui divisione è iniziata dopo la morte del profeta Muhammad nel 632 d.C. e si è poi radicalmente incancrenita.
Cortei che non chiedono più solamente di mobilitarsi per la causa palestinese, ma di prodigarsi per l'intero Medio Oriente. A Milano, infatti, c'è chi si è prodigato per l'ex Guida Suprema, con un presidio all'altezza di Piazza della Repubblica, lato via Turati, non lontano dal consolato Usa.






