Elie Habib non lavora nel settore della difesa né nell’intelligence militare. È a capo di Anghami, una delle più grandi piattaforme di streaming musicale del Medio Oriente. Ma quando nella regione i missili hanno iniziato a volare, un progetto secondario che aveva sviluppato all’inizio dell’anno si è trasformato improvvisamente in qualcos’altro: una dashboard open source utilizzata da persone in tutto il mondo per seguire la guerra in tempo reale.L’ingegnere diventato dirigente aveva creato il sistema, chiamato World Monitor, per dare un senso al caos delle notizie geopolitiche. Invece è diventato virale.Come appare World monitor
COURTSEY OF WORLDMONITOR.COMInterpretare un mondo sempre più caoticoIl lavoro quotidiano di Habib ruota attorno ad accordi di licenza e dati di ascolto. Ma in un periodo segnato da uno scenario internazionale sempre più caotico ha iniziato a sviluppare uno strumento per orientarsi in quello che sta accadendo. “Sono un ingegnere di formazione e mi impongo la disciplina di continuare a imparare a usare nuove tecnologie, indipendentemente dal mio ruolo di amministratore delegato”, racconta a Wired.L’idea è nata quando i titoli dei giornali hanno iniziato ad affastellarsi diventando sempre più difficili da seguire. “Le notizie sono diventate davvero difficili da analizzare”, spiega. “Iran, le decisioni di Trump, i mercati finanziari, le materie prime critiche, tensioni che si accumulavano da ogni direzione”.I media tradizionali non potevano risolvere il problema. “Non avevo bisogno di un aggregatore di notizie”, sottolinea. “Avevo bisogno di qualcosa che mi mostrasse come questi eventi sono collegati tra loro in tempo reale. Gli strumenti di Osint [open source intelligence, ovvero l'analisi di dati pubblicamente disponibili] capaci di farlo costano ai governi e alle grandi aziende decine di migliaia di dollari all’anno”.Trovando in questo enorme vuoto di mercato una nuova sfida, Habib si è messo a programmare. “Ho costruito World Monitor in un solo giorno”, racconta. “La piattaforma che vedete oggi riflette forse cinque o sei giorni complessivi di sviluppo, più i contributi della community”.Dallo streaming alle guerreLa piattaforma elabora un flusso disordinato di dati globali, aggirando il rumore dei social media per estrarre informazioni direttamente dalle fonti."Il sistema elabora oltre cento flussi di dati contemporaneamente", spiega Habib. Il risultato è una mappa delle tensioni globali in continuo aggiornamento: zone di conflitto con punteggi che indicano il livello di escalation, aerei militari che trasmettono la propria posizione tramite transponder Ads-b, movimenti delle navi tracciati tramite i segnali dei sistemi di identificazione automatica, ma anche installazioni nucleari, cavi sottomarini, blocchi di internet e rilevazioni satellitari degli incendi. "Tutto viene normalizzato, geolocalizzato e visualizzato su un globo WebGL capace di mostrare migliaia di marcatori senza rallentamenti", osserva Habib.L’architettura alla base del sistema non è stata costruita interamente da zero, ma si basa in gran parte sugli stessi principi utilizzati per gestire grandi volumi di dati in streaming.La gestione di milioni di riproduzioni musicali ha insegnato a Habib come progettare sistemi capaci di acquisire ed elaborare informazioni su larga scala. “Ho costruito i sistemi di dati di Anghami e Osn+ e mentre sviluppavo questo strumento mi sono ispirato molto a ciò che avevo imparato”, dice. “Ovviamente la natura è molto diversa, ma i sistemi restano gli stessi”. Osn+ è una piattaforma di streaming video mediorientale, la cui maggioranza appartiene ad Anghami.La vera sorpresa è stata rappresentata dal tipo di pubblico attratto dalla dashboard. Sulle piattaforme di streaming musicale gli utenti tendono a comportarsi in modi piuttosto prevedibili. Una mappa geopolitica che cambia in tempo reale, invece, attrae qualcosa di molto diverso: una platea globale di osservatori, spesso ossessivi. “Costruire per un pubblico così vario è difficile”, spiega Habib.Schermata di World monitor













