Alle 20.30 Mario Mandzukic, ospite d’eccezione, saluta la curva. E la memoria di buona parte dei tifosi presenti allo Stadium – almeno maggiorenni - corre ai tempi (2017) in cui l’allora squadra di Allegri giocava le finali di Champions League. Ci sta. Chi invece è un po’ più giovincello, beh, fatica a credere ad una Juventus da gotha del calcio europeo: calato com’è, suo malgrado, in una cruda realtà in cui Locatelli e compagni s’arrabattano nella disperata rincorsa al 4° posto, unico e ultimo obiettivo della stagione. Ma tant’è. L’obiettivo di Spalletti e i suoi è proprio quello di rinverdire certi ricordi e riportare in auge talune speranze, emozioni, ambizioni. La vittoria contro il Pisa va calata in quest’ottica. Certo, si tratta di un successo maturato soltanto nella ripresa contro una squadra neopromossa, ultima in classifica e che non vince una partita dal 7 novembre 2025 (1-0 contro la Cremonese). Ma pur sempre di un successo si tratta: in campionato mancava da cinque partite. Un successo bello rotondo in cui i gol segnati son ben quattro, mentre quelli subiti zero. Inoltre - dettaglio non trascurabile - la figura di Yildiz si staglia in maniera netta. Assist, gol, giocate, personalità. Esattamente ciò di cui la Juventus abbisogna mentre insegue la Roma (ma anche il Como) e prova a gettare le basi per una prossima annata all’altezza. Fatta di ben altri risultati, ma nel segno della continuità per ciò che riguarda il tecnico (firma in vista) e lo stile di gioco.
La Juve domina 4-0 il Pisa e sconfigge i suoi fantasmi
Il Pisa resiste un tempo, poi i bianconeri dilagano. Quattro gol per avviare la rincorsa Champions









