Sino al 9 maggio all’Aldwych Theatre di Londra c’è «Shadowlands. The Extraordinary C. S. Lewis Story», testo di William Nicholson, regia di Rachel Kavanaugh. Prodotto dal Chichester Festival Theatre, ha per protagonisti Hugh Bonneville (il Lord Grantham di «Downton Abbey») e Maggie Siff. Lo spettacolo sta facendo parlare di sé non poco. È stato adattato da Nicholson a partire da un proprio lavoro per la televisione, peraltro già vincitore di un Bafta. La storia è tratta dalla vita vera di C. S. Lewis, l’amato autore de «Le cronache di Narnia».
I temi sul tavolo sono tanti. Piccola quotidianità e grande letteratura, complessità dei rapporti umani, conoscenza di sé, dolore, lutto. La concatenazione degli eventi è, almeno sulla carta, abbastanza semplice. Lewis, accademico e scrittore, conosce Joy, intelligente giovane americana in fuga dall’infelice matrimonio con un alcolista. Nell’incontro-scontro tra la compassata riservatezza britannica e la spigliata schiettezza statunitense si evidenziano, al di là di ogni luogo comune, due personalità complesse, segnate da un vissuto mai semplice o lineare. Tra Lewis e Joy nasce stima che diviene amicizia. Quando poi lei scopre di essere gravemente ammalata, Lewis, di fronte alla certezza di perderla, si rende conto di amarla disperatamente, senza rimedio e senza salvezza.






