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7 MARZO 2026
Ultimo aggiornamento: 15:55
L’accelerazione della crisi in Medio Oriente ha spinto le principali cancellerie europee a coordinarsi sul fronte diplomatico e militare. Ad parlarsi sono stati il primo ministro britannico Keir Starmer, il presidente francese Emmanuel Macron, il cancelliere tedesco Friedrich Merz e la premier italiana Giorgia Meloni, con l’obiettivo di gestire il rischio del coinvolgimento di diversi attori nella regione del conflitto. I quattro hanno condiviso la necessità di sforzi per la de-escalation senza però scivolare in una logica di co-belligeranza. Punto centrale nel colloquio sarebbe il rafforzamento degli scambi tra i capi di Stato maggiore, attraverso canali di comunicazione più fluidi destinati, pare, a evitare sovrapposizioni di mezzi e uomini in un’area, quella attorno a Cipro, ormai densamente presidiata da assetti occidentali. La gestione degli incidenti, come quelli che hanno coinvolto la base britannica di Akrotiri e le basi della missione Unifil in Libano, dovrebbe dunque essere la priorità, per evitare che singoli episodi possano innescare meccanismi di alleanze incrociate capaci di trascinare il continente in una guerra su larga scala.







