PADOVA - Quando sarà il momento si accoderà alla Procura per chiedere i danni ai responsabili degli scontri e a chi, materialmente, lo ha aggredito e costretto in un letto d'ospedale. Ma il poliziotto rimasto ferito a Torino, il 31 gennaio, intende portare in tribunale anche chi lo ha insultato poi, sui social network, dove le foto di lui e del suo collega assieme alla premier Giorgia Meloni sono diventate bersaglio di centinaia di commenti offensivi. Ad annunciare battaglia legale a tutto campo è l'avvocato Stefano Tigani, che ha preso in carico il caso di Alessandro Calista, agente del secondo reparto Mobile di Padova preso a martellate durante la manifestazione in sostegno del centro sociale Askatasuna, più di un mese fa.
«Attendiamo l'esito delle indagini preliminari e quelle che saranno formalmente le richieste del pubblico ministero a carico degli imputati - specifica il legale - Avremo di sicuro molto da dire, specialmente una volta che saranno compiuti gli accertamenti medico-legali da parte del nostro consulente, il dottor Antonello Cirnelli, con cui ci stiamo già confrontando». Tigani specifica che Calista, «fedele servitore dello Stato», si costituirà parte civile al processo, anche perché «le immagini parlano da sole, raccontano l'estrema gravità di quello che è accaduto: l'agente stava facendo il suo dovere, che è quello di tutelare i cittadini». E, partendo da questo stesso principio, muoverà anche la causa per diffamazione che l'avvocato sta già preparando, raccogliendo le numerose ingiurie che erano state pubblicate online contro i due poliziotti in ospedale.






