FIRENZE - Il gruppo farmaceutico Menarini sfiora i 5 miliardi di euro di fatturato (4.887 milioni), l’81% all’estero, per una crescita del 6,2% rispetto al 2024, con un Ebitda che si assesta tra 440 e 470 milioni di euro. Dati più che lusinghieri per la multinazionale della famiglia Aleotti, espressione del miglior made in Italy che reinveste da sempre tutti i profitti in azienda.

«Il 2025 di Menarini - spiega Lucia Aleotti, azionista e membro del board insieme al fratello Alberto Giovanni - mostra una crescita solida, così come abbiamo sempre auspicato, anche perché si tratta di una crescita ottenuta attraverso autofinanziamento, senza esposizione bancaria. L’azienda fa tutto con le sue forze: questo significa reinvestimento totale degli utili prodotti, ma anche attenzione alla ricerca e sviluppo che raggiunge e supera l’11% del fatturato farmaceutico».

Più donne che uomini tra i dipendenti

I dipendenti sono 17.800, di cui il 50,7% donne: per la prima volta in azienda la componente femminile supera quella maschile. «E da noi - sottolinea Lucia Aleotti - non valgono le quote rosa. Assumiamo i più bravi: perciò se oggi le donne superano gli uomini, come donna e imprenditrice mi riempie ancora di più di orgoglio». Ancora qualche dato per il gruppo fiorentino: 18 stabilimenti produttivi e 9 centri di ricerca nel mondo, 540 milioni di investimenti in ricerca e 120 milioni in tecnologia.