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7 MARZO 2026

Ultimo aggiornamento: 9:21

Mentre molti cittadini italiani si sono ritrovati bloccati nei Paesi del Golfo, sorpresi dall’attacco congiunto di Usa e Israele contro l’Iran e con tante difficoltà per avere assistenza dalle sedi diplomatiche, l’Austria già due giorni prima scriveva ai suoi connazionali presenti in Qatar per informarli dei rischi e invitandoli anche a tenere in casa scorte di emergenza. Lo racconta a ilfattoquotidiano.it Ambra Buccarelli, una lavoratrice italiana residente a Dubai da più di un anno, che grazie a un passaparola tra colleghi sapeva già, giorni prima dell’inizio dell’escalation, che la situazione nella zona sarebbe potuta precipitare.

Ambra lavora per un’azienda austriaca, fornitrice di sistemi informatici e di comunicazione, la Frequentis, che opera anche nell’area mediorientale con due sedi in Qatar ed Emirati Arabi Uniti, rispettivamente a Doha e Dubai. Anche lei è rimasta bloccata nella città emiratina, come tanti altri connazionali nell’area, riuscendo a rientrare in Italia solamente giovedì 5 marzo. Ma sapeva giorni prima dell’attacco che la situazione era a rischio. A tutti i suoi colleghi della sede del Qatar, infatti, il 26 febbraio, cioè due giorni prima dell’inizio effettivo del conflitto, era arrivata una mail dall’ambasciata austriaca a Doha. “Un mio collega a Dubai, che aveva lavorato per un periodo nella sede qatariota della Frequentis, riceveva ancora le mail dell’ex sede e aveva inoltrato la comunicazione ricevuta sul gruppo WhatsApp dei colleghi”, racconta Ambra. Nella mail l’ambasciata consigliava di “avere scorte di emergenza come acqua, cibo, farmaci e carburante“, probabilmente prevedendo di lì a poco un rapido peggioramento degli eventi nell’area mediorientale.