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Ingrid Bergman e Roberto Rossellini: la scandalosa storia d’amore segreta che sfidò la morale dell’epoca
Era la "Santa" di Hollywood. Il volto diafano di Giovanna d’Arco, il respiro trattenuto di Casablanca, la grazia composta che l’America puritana degli anni Quaranta aveva eletto a modello di virtù. Poi, un pomeriggio del 1948, in un cinema di Los Angeles, Ingrid Bergman vide Roma città aperta. Fu un’epifania. Contemplò le macerie, il sangue, la verità nuda di Roberto Rossellini. E decise di mettere a repentaglio tutto il suo mondo per abitare quello di lui.
La miccia che fece esplodere il più grande scandalo del dopoguerra fu una lettera. Poche righe vergate su carta intestata, spedite dall’Olimpo dei sogni verso la polvere di un’Italia che ancora si leccava ancora le ferite. "Caro Signor Rossellini," scriveva Ingrid, "se ha bisogno di un’attrice svedese che parla inglese molto bene, che non ha dimenticato il suo tedesco, che si fa capire quasi solo in francese, e che in italiano sa dire solo 'ti amo', sono pronta a venire in Italia per girare un film con lei".






