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Dalle osservazioni della Bce si capisce che i margini per una revisione del piano sono stretti per il nuovo ad
Nella più totale discrezione, Delfin decide di fare un passo di lato rispetto al futuro di Mps. La cassaforte della famiglia Del Vecchio, guidata da Francesco Milleri, non ha partecipato al voto sulla lista del cda (la sua rappresentante nel consiglio, Barbara Tadolini, ha deliberatamente disertato la riunione) che ha escluso il nome del ceo Luigi Lovaglio tra i nomi previsti per il rinnovo dei vertici.
Scelta che deriva dalla volontà di prendere le distanze da una vicenda divenuta fin troppo spinosa, complicatasi con l’intervento della Procura di Milano che indaga su un presunto concerto nella scalata a Mediobanca tra Delfin e il gruppo Caltagirone. Secondo quanto raccolto, Milleri vorrebbe mantenere le azioni evitando però di partecipare a battaglie come quelle che hanno avuto luogo per la lista del cda.






