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Riparte in questo modo, con il benestare del governo, il progetto di trasformare Rocca Salimbeni nella guida di un "terzo polo" bancario, con un piede ben saldo in Generali, la cassaforte dei risparmi italiani

La finanza italiana volta pagina dopo il successo dell'Opas di Monte Paschi su Mediobanca, il "salotto buono" milanese. Alla chiusura dell'offerta - fissata per oggi - le adesioni hanno raggiunto il 62,3%, ma i numeri potrebbero salire ancora con la riapertura dei termini per 5 giorni. L'attacco lanciato da Rocca Salimbeni è andato a buon fine, dunque. Se ne parlerà nella riunione del cda di Mediobanca il 18 settembre, quando l'ad Alberto Nagel e tutti i componenti dovrebbero arrivare già dimissionari, come ha scritto il Financial Times, pronti se richiesto a restare in carica fino all'assemblea per la nomina dei nuovi vertici che, come da tradizione, si dovrebbe tenere il 28 ottobre.

Dopo il lancio dell'Opas lo scorso 24 gennaio, a giugno Mps aveva rinunciato alla soglia minima del 66,7% per l'offerta, affermando che il superamento del 35% avrebbe comunque consentito di controllare piazzetta Cuccia. Ma nonostante l'attuale cda guidato da Nagel abbia definito l'Opas "priva di razionale industriale nonché priva di convenienza per gli azionisti di Mediobanca" anche dopo l'incremento del corrispettivo della settimana scorsa, a 2,533 azioni Montepaschi più 0,90 euro cash per ciascuna azione, già venerdì scorso le adesioni avevano raggiunto il 45,8%, per poi decollare alla chiusura di oggi ben oltre il 60%, con 134.114.712 richieste di adesione. Per poter controllare l'assemblea straordinaria Mps deve superare il 66,6%, cosa che a questo punto non è escluso possa accadere nel periodo di riapertura dell'offerta.