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6 MARZO 2026
Ultimo aggiornamento: 16:32
Diciannove anni, ma pedala già come un ciclista che appartiene da tempo all’élite. E alla Strade Bianche di sabato 7 marzo, Paul Seixas potrebbe trovarsi davanti al primo vero esame della sua carriera: correre e, magari, impensierire Tadej Pogacar. Il nome di Seixas circola da tempo tra addetti ai lavori e appassionati. Non è una meteora spuntata dal nulla in questo inizio di stagione. Già nel 2025 aveva fatto capire di avere qualcosa di diverso dagli altri: la vittoria al Tour de l’Avenir, il Tour de France degli Under 23, e piazzamenti di grande spessore nelle sue prime corse tra i professionisti. Ma soprattutto un podio agli Europei élite dello scorso ottobre, terzo dietro proprio a Pogacar ed Evenepoel. Non male per un ragazzo di nemmeno vent’anni.
Il 2026 è iniziato con lo stesso tono, se non con qualcosa in più. Alla Volta Algarve, Seixas si è subito messo in luce, sfidando corridori di primo piano per la classifica generale. Il primo successo da professionista è arrivato su una salita dura e simbolica, l’Alto de Fóia. Un dettaglio che non è passato inosservato: lo stesso luogo in cui nel 2019 un ventenne Tadej Pogacar conquistò la sua prima vittoria tra i grandi. Un coincidenza che aumenta il fascino del confronto.













