Gli Stati Uniti hanno alzato in volo il cosiddetto Aereo dell'Apocalisse. Come riporta una fonte di Itamilradar, l'E-6B Mercury americano è decollato in questi giorni dalla sua base americana e si è diretto a Est, in direzione dell'Europa. Ieri è atterrato a Oslo da dove, fino a questa mattina (venerdì 6 marzo), non si è mosso. Al momento non c'è conferma di un suo possibile dispiegamento nell'area del Medio Oriente, ma il suo tragitto risulta comunque insolito (seppur non nuovo).

Perché è importante? Per il ruolo che assume. L'E-6B Mercury è una base aerea di comando aviotrasportato, che svolge funzioni di controllo e fornisce comunicazioni con sottomarini nucleari strategici. È dotato di un sistema per la trasmissione dei codici di lancio di missili balistici intercontinentali con testate nucleari. Inoltre, grazie a speciali sistemi di comunicazione, può garantire il controllo delle forze nucleari anche in caso di distruzione dell'infrastruttura terrestre del comando. In sostanza può decidere di lanciare un attacco atomico in caso di degenerazione di una crisi che metta fuori uso il comando in capo degli Stati Uniti, ovvero il presidente. In uno scenario reale di escalation, questi velivoli garantiscono che la triade nucleare americana (sottomarini, missili balistici intercontinentali, bombardieri) possa ricevere ordini di lancio convalidati anche dopo un primo attacco completo che «decapiterebbe» Washington o altre installazioni fisse.