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Ultimo aggiornamento: 8:09
Dall’inizio dell’attacco congiunto di Stati Uniti e Israele contro l‘Iran, ma anche nei giorni precedenti, sono numerosi i voli di droni Usa dalla base di Sigonella verso il Golfo Persico. Decolli e atterraggi con cadenza quasi giornaliera di un MQ-4C Triton che – dopo un viaggio di oltre 3.500 chilometri – pattuglia per ore il tratto di mare davanti alle coste iraniane prima di rientrare in Sicilia. Ma quali sono le caratteristiche di questo drone e, soprattutto, qual è il suo reale utilizzo?
Il 5 marzo scorso, parlando delle basi militari Usa in Italia, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha ricordato che l’utilizzo è concesso “in virtù di accordi che risalgono al 1954″: intesa bilaterale, va precisato, per gran parte secretata, quindi non pubblica. La premier però assicura che “ci sono delle autorizzazioni tecniche quando si parla chiaramente di logistica e di cosiddette operazioni non cinetiche” cioè, ha precisato, “operazioni di non bombardamento“. Diverso sarebbe il caso di utilizzo attivo nei raid. “Se poi arrivassero richieste di uso delle basi italiane per fare altro, la competenza sarebbe del governo di decidere se concedere un nuovo utilizzo più esteso, ma io penso che in quel caso dovremmo decidere noi insieme al Parlamento”, ha dichiarato.










