Roma, 6 mar. (askanews) – L’indicatore di riferimento per i prezzi mondiali delle materie prime alimentari è aumentato a febbraio dello 0,9% rispetto al livello rivisto di gennaio, pur rimanendo dell’1,0% inferiore al livello dell’anno precedente, interrompendo una tendenza al ribasso durata cinque mesi, poiché le quotazioni più elevate del grano, della maggior parte degli oli vegetali e di diversi tipi di carne hanno compensato il calo dei prezzi di formaggio e zucchero. E’ quanto emerge dal nuovo aggiornamento pubblicato oggi dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO).
Quello dei prezzi dei cereali è aumentato dell’1,1% rispetto a gennaio, trainato principalmente dall’aumento dei prezzi mondiali del grano, dovuto alle segnalazioni di gelate in alcune parti d’Europa e degli Stati Uniti, nonché alle continue interruzioni logistiche nella Federazione Russa e nella più ampia regione del Mar Nero. Anche i prezzi internazionali dei cereali secondari hanno registrato un modesto aumento, mentre l’Indice FAO dei prezzi di tutti i tipi di riso è aumentato dello 0,4% rispetto al mese precedente, sostenuto dalla domanda sostenuta di varietà Basmati e Japonica.








