Forte corsa del petrolio che dopo aver avviato la giornata con una lieve frenata è ripartito al rialzo. Alle 11.30, il Brent europeo si muove con un rialzo del 2,2% sugli 87,30 dollari al barile per il futures con scadenza in maggio 2026. Il Wti texano è a quota 84,30 dollari con un balzo di oltre il 4% per il futures con scadenza aprile 2026.
L'impennata dei prezzi è arrivata alle tasche delle famiglie oltre che su industrie e distribuzione. Preoccupano gli effetti sull'inflazione. Il trend è visto proseguire nel fine settimana.
I rincari sono già arrivati alla pompa e oggi il gasolio al distributore ha toccato il record da ottobre 2023 avvicinandosi in molti casi ai 2 euro al litro. La quotazione internazionale del gasolio, di nuovo sopra i mille dollari la tonnellata, è al massimo dal 14 settembre 2023, quella benzina dal 15 gennaio 2025, come segnala Staffetta Quotidiana evidenziando come «con queste quotazioni, i riflessi sui prezzi dei carburanti alla pompa sono inevitabili e immediati: verde al massimo dal 2 luglio 2025, diesel al massimo dal 29 ottobre 2023».
L’ANALISI
Caduta anche l’ipocrisia della guerra “giusta”. Questo conflitto è contro i Brics e per il petrolio















