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A Roma una manifestazione anti-Meloni sfruttando l’amore della sinistra radicale italiana per il premier per spingere sul “no” omettendo che il Paese iberico ha già un sistema diviso
La sinistra italiana non sa più dove pescare per portare avanti la propaganda per il “No” al referendum e ora coinvolge anche il premier spagnolo Pedro Sanchez, ovviamente all’oscuro dell’iniziativa. A scegliere il politico iberico come testimonial a sua insaputa è stata l’Arci di Roma con un volantino che sta circolando sui suoi profili social che in poche righe riesce a mischiare due temi che tra loro non hanno alcuna attinenza, il conflitto in Iran e il referendum, riuscendo per altro a sbagliare argomentazioni con entrambi. E non era facile.
Sarebbe bastato informarsi, almeno un minimo, per sapere che la Spagna ha già in vigore una separazione delle carriere (oggetto del referendum di marzo) a differenza dell’Italia. In Spagna, infatti, dopo l’unico concorso esistono due percorsi di formazione separati e distinti: uno per diventare giudice e uno per diventare pubblico ministero. Questo significa che, fin dall'inizio della formazione presso la Scuola Giudiziaria o il Centro di Studi Giuridici, i ruoli sono definiti e i percorsi formativi seguono binari differenti. Sebbene non sia tecnicamente impossibile cambiare funzione, si tratta di una procedura complessa che richiede solitamente di vincere un nuovo concorso o di seguire iter amministrativi molto specifici, rendendo i due corpi professionalmente indipendenti l'uno dall'altro.






