Roma, 5 mar. (askanews) – La Cina ha fissato per il 2026 un obiettivo di crescita economica compreso tra il 4,5% e il 5%, il più basso dal 1991, segnalando un rallentamento della sua espansione economica, mentre il governo deve affrontare una domanda interna debole e un contesto commerciale internazionale sempre più instabile.
Il target è contenuto nel rapporto di lavoro del governo presentato dal premier Li Qiang all’apertura della sessione annuale dell’Assemblea nazionale del popolo a Pechino nell’ambito delle annuali “Due Sessioni”, il principale appuntamento politico dell’anno nel paese. Il nuovo obiettivo rappresenta un passo indietro rispetto al traguardo di crescita “intorno al 5%” fissato negli ultimi tre anni e indica, secondo molti analisti, l’avvio di una fase di sviluppo più lento dell’economia cinese.
Nel suo discorso, Li ha riconosciuto apertamente le difficoltà che il paese deve affrontare. “Pur riconoscendo i nostri risultati, siamo pienamente consapevoli delle difficoltà e delle sfide”, ha detto il premier. “L’impatto dei cambiamenti nell’ambiente esterno si sta intensificando, i rischi geopolitici continuano ad aumentare, la dinamica dell’economia globale resta debole e multilateralismo e libero scambio sono sottoposti a forti pressioni”.











