Jack Dorsey, co-fondatore di Twitter e oggi a capo della società di fintech Block, ha rivendicato la decisione con un lungo messaggio ai soci pubblicato su X, come è chiamato ora il suo social, acquistato da Elon Musk.

Block, che ha costruito il proprio business su un sistema di pagamenti digitali, ridurrà del 40% il proprio organico. Dal picco di 10mila dipendenti raggiunti dopo la pandemia, la forza lavoro scenderà a 6.000 persone. La ragione è nelle possibilità aperte dall’intelligenza artificiale che, ha spiegato Dorsey, permetterà a team più piccoli di lavorare con nuove soluzioni tecnologiche capaci di evolversi sempre più rapidamente. La scelta, ha aggiunto uno dei volti più noti della Silicon Valley, era tra dover prendere la stessa decisione più avanti e in modo graduale oppure agire subito senza trovarsi a rincorrere gli eventi.

Per molti il messaggio del co-fondatore di Twitter è il più forte avviso sui timori delle conseguenze economiche della IA. Una paura che da settimane sta agitando Wall Street, colpendo a ondate industrie e titoli disparati. Ogni aggiornamento di un chatbot ha portato con sé il crollo di un determinato settore, nella convinzione, vera o presunta, che gli avanzamenti tecnologici lo possano rendere obsoleto. Non a caso uno dei termini che si sta facendo strada tra gli investitori è "Halo", acronimo che in inglese sta per “Hard assets, low obsolescence”, ossia una strategia di investimento che predilige infrastrutture fisiche e pesanti (reti energetiche, data center, industrie e produttori di dispositivi) oppure settori a bassa obsolescenza. Beni che non rischiano un rapido invecchiamento tecnologico a ogni passo avanti dell’intelligenza artificiale. Quindi al riparo dalla rivoluzione.