Quando è stata tirata giù, dall'edificio di San Francisco dove si trovavano gli uffici di Twitter, era stata sostituita da una gigantesca X, su volere del nuovo proprietario Elon Musk. Così come l'insegna, era cambiato anche il nome dell'azienda: da Twitter a X, appunto. Una sostituzione tanto simbolica quanto carica di significato. In questi anni la piattaforma di messaggistica si è trasformata, ammettendo contenuti che una volta erano esclusi perché fuorvianti, divisivi, violenti. Quell'uccellino blu che, attraverso di noi, «cinguettava» a colpi di 140 caratteri, è finito bruciato nel bel mezzo del deserto del Nevada.