Quando è stata tirata giù, dall'edificio di San Francisco dove si trovavano gli uffici di Twitter, era stata sostituita da una gigantesca X, su volere del nuovo proprietario Elon Musk. Così come l'insegna, era cambiato anche il nome dell'azienda: da Twitter a X, appunto. Una sostituzione tanto simbolica quanto carica di significato. In questi anni la piattaforma di messaggistica si è trasformata, ammettendo contenuti che una volta erano esclusi perché fuorvianti, divisivi, violenti. Quell'uccellino blu che, attraverso di noi, «cinguettava» a colpi di 140 caratteri, è finito bruciato nel bel mezzo del deserto del Nevada.
La gigantesca insegna di Twitter fatta esplodere nel mezzo del deserto del Nevada
Alta 3,5 metri, è stata venduta all'asta a una startup per 34mila dollari, che ha deciso di bruciarla in una scenografica esplosioneper farsi un po' di pubblicità: «Elon Musk ha ribattezzato Twitter in X per sostenere la libera espressione. Stiamo facendo lo stesso per i mercati locali»






