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Il monito del premier sul referendum: "Riformare la giustizia è fondamentale, non avremo un'altra occasione"
Dove sono le femministe? Questa è la domanda che si pone Giorgia Meloni in riferimento alle ultime decisioni delle toghe. Intervenuta ai microfoni di Rtl 102.5, la leader del governo si è soffermata sul dossier migranti e ha colto la palla al balzo per accendere i riflettori sulle storture della giustizia. Ma non solo: Meloni ha descritto anche "il curriculum di uno di questi migranti: condanne per spaccio di droga, resistenza a pubblico ufficiale, violenza sessuale in concorso, violenza sessuale di gruppo. I giudici non convalidano il trattenimento perché ha fatto richiesta di protezione internazionale".
"Uno che è entrato clandestinamente in Italia, si è messo a spacciare, ha violentato una donna in gruppo, noi non lo possiamo trattenere, non lo possiamo mandare in Albania, non lo possiamo rimpatriare", ha spiegato parlando del caso di Fathalla Ouardi, "Rimpatriare è quasi impossibile e quasi quasi gli dobbiamo dare la protezione internazionale. Io voglio dire: ma noi come facciamo a garantire la sicurezza dei cittadini così?". Il marocchino 39enne - accusato di spaccio, immigrazione clandestina, furto e condannato anche per violenza sessuale in concorso e di gruppo -era stato inviato da Palazzo San Gervasio (PZ) al Cpr di Gjader il 17 febbraio scorso per essere rimpatriato, ma è stato "salvato" dalla Corte d'Appello di Roma dopo la sua richiesta di protezione internazionale.







