Colpita e affondata: l'Iris Dena, nave iraniana, è stata attaccata dalla Us Navy a circa 25 miglia a sud della costa dello Sri Lanka provocando la cosiddetta "morte silenziosa" di dozzine di marinai. Ma cosa c'è davvero dietro la missione? A ricostruire quanto accaduto è Il Corriere della Sera che spiega che "le forze statunitensi in pattugliamento hanno localizzato con la ricognizione la fregata nemica e hanno poi affidato la missione al sottomarino che ha intercettato la 'preda'". "Per distruggerla è stato impiegato un Mk 48, il siluro standard imbarcato sui sottomarini della Navy", conferma l’esperto Giuliano Ranieri. "Ha una lunghezza di 5,8 metri e un’autonomia di quasi 50 chilometri. L’arma è detonata al di sotto della chiglia nella zona poppiera creando una bolla ad altissima pressione che ha squassato il bersaglio". Il tutto immortalato da un filmato che in breve tempo è diventato virale sui social e sui siti dei quotidiani italiani e non.
Eppure i dettagli dell'operazione rimangono ancora top secret. Una cosa però è certa: l'episodio avviene in un contesto militare particolare. Gli iraniani hanno accentuato le operazioni attorno a Hormuz, almeno una decina le petroliere e i cargo danneggiati da droni-kamikaze e barchini radiocomandati. Equipaggiamenti a lungo raggio impiegati in alternativa alla loro flottiglia messa fuori uso dai raid degli ultimi giorni, con diverse unità centrate quando erano ancora nei porti o nelle loro vicinanze.











