Con bastone, catena e pietre avevano picchiato a sangue la loro vittima, portandogli via due collanine d’oro davanti alla stazione di Ivrea. Era il 21 febbraio e nel giro di un paio di settimane tre giovanissimi sono finiti in manette per concorso in rapina aggravata e lesioni personale aggravate dall’uso di armi: un ventenne di origine tunisina è ora nel carcere Lorusso e Cutugno mentre un sedicenne è recluso al Ferrante Aporti, il carcere minorile.

Al terzo membro della banda, una ragazza di 19 anni, il giudice ha imposto gli arresti domiciliari dopo l’udienza di convalida. I tre avevano colpito vicino alla stazione di Ivrea, fuori da un bar lungo corso Nigra. La vittima è un trentenne residente in Emilia Romagna, accerchiato e colpito con pugni, calci, un bastone di legno, pietre e addirittura una catena. Tutto per rubargli le collanine d’oro, un bracciale in argento e gli effetti personali.

I carabinieri della Compagnia di Ivrea, insieme ai colleghi di Settimo Vittone e Agliè, sono arrivati assieme ai soccorritori del 118. Mentre il trentenne veniva trasportato in ospedale e ricoverato con prognosi di 30 giorni, i militari hanno iniziato ad analizzare i filmati delle telecamere di videosorveglianza. Poi, grazie a testimonianze e indagini tecniche, sono riusciti ad individuare i tre aggressori. Quindi hanno eseguito tre fermi di indiziato di delitto di iniziativa della polizia giudiziaria, poi convalidati dal tribunale di Ivrea e dal tribunale per i minorenni di Torino.