«Come dico sempre io in queste situazioni, siamo andati a fare la spesa il 20 di dicembre», eccolo qua quando sui mercati scatta l'emergenza e il panico, sul canale di Class CNBC (la bussola di noi investitori italiani) appare il volto rassicurante di Davide Serra che ti spiega cosa sta accadendo. Oddio, forse rassicurante non è il termine giusto, lui ha più l'espressione di quello che pensa "io lo sapevo che sarebbe successo, voi no, come sempre", ecco forse è questa la definizione giusta, ma bisogna ammettere che il fondatore di Algebris difficilmente sbaglia e anche questa volta si presenta all'inizio di una potenziale crisi bello scarico, leggero e con il viso spensierato e sorridente. Così almeno lui ci racconta.

Ed eccoci qua, febbraio/marzo 2026 puntuale come la primavera o forse sarebbe meglio dire puntuale come ogni fine olimpiade invernale ci troviamo ad affrontare la crisi dell'anno. Gli esperti, la nouvelle vague di trader e investitori la chiamano "stagionalità", spiegato in modo semplice secondo questi nuovi attori di mercato i cicli di borsa ogni anno si ripetono, e in queste ripetizioni ci sono stagioni dove è meglio abbuffarsi come al cenone di Natale e altre invece dove fare la Quaresima e rimanere a stecca. E allora perché oggi sono tutti a piangere e lamentarsi perché cominciano a vedere le prime perdite? Il febbraio è ostico, l'abbiamo sperimentato nel 2020 prima del Covid, nel 2022 con la guerra in Ucraina, nel 2023 con la sconosciuta SVB e l'anno scorso con la purga dei dazi, eppure nonostante i numerosi allarmi delle ultime settimane l'ordine era continuare a comprare perché c'è tanta liquidità, perché i tassi scenderanno e perché la tecnologia farà miracoli, anche in Borsa.