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Ultimo aggiornamento: 19:20
Il rinnovo del contratto del comparto sicurezza e difesa si apre con un avvertimento al governo. Il Silf, Sindacato italiano lavoratori finanza, annuncia che non firmerà l’accordo senza interventi concreti su previdenza dedicata e riconoscimento della specificità del lavoro svolto dal personale in divisa. A dirlo è il segretario generale Francesco Zavattolo al termine del primo incontro con l’esecutivo. “Non firmeremo il rinnovo del contratto del comparto sicurezza e difesa se non verranno finanziate la specificità e la previdenza dedicata”, afferma il sindacalista.
Secondo il Silf, le risorse previste per il triennio 2025-2027 non sarebbero sufficienti a garantire un reale recupero del potere d’acquisto. Lo stanziamento complessivo per il comparto sicurezza e difesa ammonta a circa 1,5 miliardi di euro e, stando alle stime del sindacato, produrrebbe un incremento medio degli stipendi pari all’1,8% annuo. Un dato vicino all’indice Ipca previsto per il 2025, ma giudicato insufficiente per compensare la perdita accumulata negli anni precedenti. Ancora più critica, per il Silf, la situazione sul fronte previdenziale. Durante un incontro con il governo lo scorso dicembre era stata annunciata l’intenzione di finanziare una “previdenza dedicata” per il personale del comparto, ma al momento – sostiene il sindacato – mancherebbero circa 400 milioni di euro necessari a rendere operativo l’intervento.






