L'arresto di tre uomini sospettati di spionaggio in favore della Cina, di cui uno è il marito di una deputata del Labour, piomba come una nuova tegola sul premier britannico Keir Starmer, già alla prese con lo scandalo Mandelson-Epstein e le conseguenti dimissioni di suoi collaboratori chiave, la drastica crisi di consensi confermata dalla debacle elettorale nella recente suppletiva di Manchester e la gestione tutta in salita del conflitto in Medio Oriente all'insegna dei rapporti tesi con gli Usa di Donald Trump.
Per sir Keir, fautore di un processo di disgelo con Pechino, si è aggiunto un imbarazzante caso che coinvolge il suo partito. È stata la stessa deputata scozzese Joani Reid, eletta alla Camera dei Comuni nel 2024, a farsi avanti rivelando così l'identità del marito, il 39enne David Taylor, finito in manette con altri due uomini di 43 e 68 anni nel corso di un'operazione condotta dall'unità di controspionaggio della polizia di Londra nella capitale britannica e nel Galles. In un comunicato Reid ha dichiarato di non aver mai visto nulla che le facesse sospettare del partner, di non essere mai stata in Cina e di non avere alcun rapporto con funzionari o aziende del Dragone. Sul conto di Taylor è emerso che è uno dei responsabili del think tank Asia House, impegnato nello sviluppare le relazioni tra l'Asia e l'Europa.








