MESTRE - «Prima di formalizzare il valore di stima finale di palazzo Poerio Papadopoli a 10 milioni e 729 mila euro ho avuto un ultimo incontro con la vicesindaco Luciana Colle e lei mi accennò che, secondo il direttore generale Morris Ceron, sarebbe stato opportuno che si scendesse ancora un po'. Ma io mi ero già attestato sui calcoli minimi, al di sotto dei quali il valore non sarebbe stato più ritenuto coerente, sia tecnicamente che deontologicamente». A parlare è il geometra Andrea Reggio, del settore Valorizzazione beni demaniali e patrimoniali del Comune, che raccontava alla Guardia di finanza i criteridella perizia finale per la vendita dell'ex comando della Locale al magnate di Singapore Chiat Kwong Ching.

Il funzionario di Ca' Farsetti ritorna più volte nella relazione che le Fiamme gialle hanno girato alla Corte dei conti, 65 pagine da cui la magistratura contabile ha ricavato 16 nomi a cui nell'ottobre 2024 ha contestato il danno erariale di circa 3,3 milioni - la differenza tra il valore dell'immobile e il prezzo a cui è stato poi ceduto, ma anche i circa 60 mila euro di tangente per l'assessore Renato Boraso. Quattro giorni fa da palazzo dei Camerlenghi è partito un nuovo invito a dedurre alla volta dei presunti responsabili: un modo per dare più tempo al pubblico ministero (sposta i termini per la decadenza di oltre cinque mesi), ma anche l'occasione per restringere la rosa: tolti gli assessori De Martin, Romor, Venturini, Zaccariotto e Zuin, restano 11 persone, non tutte indagate nell'inchiesta Palude - a partire dalla stessa Colle, probabilmente evidenziata dalla Corte dei conti anche in virtù del suo trascorso negli uffici del Demanio.