Avanza alla spicciolata nella Commissione Giustizia della Camera l'esame delle proposte correttive della riforma della professione forense: oggi, infatti, sono stati votati e respinti pochi emendamenti all'articolo 2 (che riguarda le caratteristiche dell'ordinamento degli avvocati), mentre la settimana scorsa erano stati bocciate le iniziative di modifica dell'articolo 1 che prevede una delega legislativa al governo per l'adozione, entro il termine di sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge, di uno o più provvedimenti attuativi per la revisione organica dello statuto dei legali.

La riforma professionale forense, approvata dall'Esecutivo nel Consiglio dei ministri del 4 settembre scorso, è stata per oltre un mese in "stand-by" nella II Commissione di Montecitorio, dopo il deposito dei poco più di 150 emendamenti.

E, nonostante fonti del ministero della Giustizia e della maggioranza avessero in più occasioni sostenuto l'esigenza di una celere approvazione almeno in un ramo del Parlamento prima del referendum del 22 e 23 marzo, il testo per il 'restyling' dell'ordinamento degli avvocati - il cui vertice istituzionale, il Consiglio nazionale forense, si è schierato per il 'sì' - non compare nel calendario dei lavori dell'Aula della Camera fino a maggio.