In piena guerra, con il Medio Oriente che brucia e l’Ucraina ancora sotto le bombe, con chi parla Vladimir Putin? Con il suo interlocutore più affidabile dentro l’Unione: Viktor Orbán. Telefonata secca, strategica. Sul tavolo? Energia, potere, sopravvivenza geopolitica. Una nota del Cremlino chiarisce: “È stata discussa la situazione in forte peggioramento in Iran e in tutto il Medio Oriente, anche in termini di possibili conseguenze per il mercato energetico globale”. Traduzione: se salta il tappo in Iran, Mosca incassa.

La possibile chiusura dello Stretto di Hormuz e lo stop al giacimento Leviathan agitano i mercati. Prezzi in salita, margini che si allargano. Ossigeno puro per il Cremlino, mentre finanzia la guerra in Ucraina. Dice Igor Yushkov, esperto russo del Fondo per la Sicurezza Energetica Nazionale: “Per quanto possa sembrare cinico, per noi più la crisi dura, più è vantaggiosa”. Cinico? Realista. Però con un caveat: “Se Trump riuscisse a insediare a Teheran una leadership filooccidentale, allora l’Iran potrebbe aumentare la produzione a scapito nostro”.

VIKTOR ORBAN, SCHIAFFO ALLA UE: "IO SONO QUI. CHI È ISOLATO?"

"Perché gli altri non ci sono?": il premier ungherese Viktor Orban lo ha detto al Corriere della Sera r...