L'attenzione del governo è "massima", ma per ora non filtra preoccupazione per i risvolti del conflitto sulla sicurezza energetica dell'Italia.
E se la crisi dovesse risolversi nell'arco di un mese potrebbero non essere necessari particolari interventi, anche se si stanno valutando "possibili azioni di mitigazione". Il tema è stato affrontato nelle riunioni di governo convocate da Giorgia Meloni, per fare il punto anche sulla sicurezza degli italiani nelle aree del Medio Oriente e del Golfo, a quatto giorni dall'esplosione della guerra con l'attacco di Usa e Israele all'Iran e la controffensiva di Teheran, che ha colpito anche Cipro.
Una reazione per cui il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha convocato l'ambasciatore iraniano, ribadendogli che "l'Italia non è in guerra". "Una nuova pericolosa crisi internazionale", l'ha definita la premier a un evento sugli 80 anni del voto alle donne in Italia, esprimendo "ammirazione e profonda gratitudine" per quelle iraniane che "con la loro tenacia ci ricordano quanto preziose siano le conquiste ottenute". Ancora non sono stati comunicati contatti diretti con Donald Trump o Benjamin Netanyahu, al termine di una giornata (agitata da falsi allarmi bomba nelle sedi di FdI e Stampa estera, a Palazzo Grazioli, nonché da quello per una valigia abbandonata vicino a Palazzo Chigi) aperta con una doppia riunione di governo. Alla prima, oltre a Meloni e Tajani, hanno partecipato i ministri Guido Crosetto (Difesa), Gilberto Pichetto (Ambiente e sicurezza energetica) e i sottosegretari Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari: sul tavolo gli "sviluppi della crisi" e le "ulteriori misure per assistere e garantire la sicurezza dei cittadini italiani presenti nelle aree coinvolte", su cui l'esecutivo assicura "massimo impegno". Poi il vertice si è allargato a Claudio Descalzi e Agostino Scornajenchi, amministratori delegati di Eni e Snam, colossi pubblici dell'energia, con cui è stata fatta "un'analisi dell'impatto attuale e potenziale delle ostilità sui mercati dell'energia e sull'economia", nonché di "azioni di mitigazione che il governo potrebbe adottare nel breve e medio periodo". Tajani spiega che sono allo studio misure "soprattutto per le imprese che si occupano di commercio con l'estero", e con "alcune di queste" sono stati avviati colloqui "per valutare gli aiuti che si possono dare". È ancora presto, però, per pensare a portare misure in Cdm (il prossimo potrebbe essere venerdì, e potrebbe essere varato il Piano casa).














