MADRID. La Spagna respinge ogni sostegno militare all'operazione degli Stati Uniti e Israele contro l'Iran e si smarca dalla linea di Francia, Germania e Regno Unito, che hanno aperto ad «azioni difensive proporzionate» in risposta agli attacchi di Teheran nel Golfo e contro Cipro.
E non si fa attendere la risposta Usa. Donald Trump annuncia di «bloccare tutti gli scambi commerciali con la Spagna». «La Nato si sta muovendo bene, così come la Germania, sul fronte della spesa militare», dice il tycoon incontrando nello studio ovale il cancelliere tedesco Friedrich Merz. La Spagna invece «è l'unico Paese della Nato a non aver accettato» il tetto di spesa per la difesa al 5% del Pil. «Hanno detto che non possiamo usare le loro basi» nell'ambito dell'operazione contro l'Iran, ma «nessuno può dirci di non usare le basi. La Spagna non ha una grande leadership», ha rincarato il presidente Usa. «La Spagna si è comportata in modo terribile - ha dichiarato Trump - Ho detto a Bessent di interrompere il commercio con la Spagna. Non vogliamo avere nulla a che fare con la Spagna».
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La decisione di Madrid di non concedere supporto operativo ha avuto conseguenze dirette sulle basi di Moron (Siviglia) e Rota (Cadice), dove erano schierati aerei cisterna statunitensi KC-135, che avrebbe portato il Pentagono a trasferirli altrove, secondo quanto ha segnalato la ministra spagnola della Difesa, Margarita Robles. «Posso affermare con assoluta certezza che la Spagna non ha fornito alcun tipo di assistenza all'attacco contro l'Iran», ha spiegato Robles in dichiarazioni ai media ad Armilla (Granada), riprese dall'emittente Tve. Il trattato di cooperazione con Washington, ha aggiunto, «deve operare nell'ambito della legalità internazionale» e, in assenza di una risoluzione di un organismo multilaterale come Onu, Nato o Ue, «non è applicabile», ha chiarito. «Le basi» militari in Andalusia «non presteranno alcun supporto, se non eventualmente di natura umanitaria», ha anche detto la ministra. «Fino a quando non vi sarà una risoluzione internazionale, il trattato non è operativo», ha insistito Robles, sottolineando che «gli aerei cisterna statunitensi non hanno svolto né avrebbero svolto alcuna missione di appoggio» e che «probabilmente per questo l'Esercito americano ha preso la decisione sovrana di trasferirli in altre basi». Resta invece operativo il dispiegamento di due cacciatorpediniere statunitensi di stanza a Rota nel Mediterraeo Orientale, mentre oltre mille militari spagnoli presenti in missioni nella regione - in Libano, Iraq e Turchia - hanno rafforzato le misure di sicurezza.












