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Da una parte gli iraniani di Torino che ringraziano Trump, dall'altra la sinistra più classica che protesta contro l'attacco militare

Da una parte gli iraniani di Torino che ringraziano Trump, dall'altra la sinistra più classica che protesta contro l'attacco militare di Stati Uniti e Israele. I giovani "persiani" mostrano i loro cartelli in cui chiedono "aiuto militare come l'Italia nel 1943", gli altri il solito striscione già sperimentato nelle manifestazioni pro-Pal: "Contro la guerra imperialista diciamo No al governo Meloni complice di USA e Israele". Si presenta così, questa sera, piazza Castello a Torino, dove dalle 18 è in corso il presidio promosso da Arci contro la guerra al regime del fu Khamenei. La locandina della manifestazione parla chiaro: "Fermiamo la guerra di USA e Israele. Presidio contro l'aggressione all'Iran".

Qualche centinaio i militanti della sinistra, con in testa l'immancabile ex ministro Paolo Ferrero per Rifondazione Comunista e qualche consigliere regionale e comunale di Avs - Se. Sulle bandiere si leggono le sigle più disparate: dall'associazione Italia Cuba a Potere al Popolo, dall'Arci ai Cobas. Insomma, tutto l'armamentario simbolico e ideologico (ad incominciare dai vessilli arcobaleno, di Cuba e della Palestina) di quel mondo che sembra stare dalla parte sbagliata e non da quella dei popoli oppressi.