Riassetto azionario per il gruppo Missoni. Il gioiello del Made In Italy che dal 1953 è simbolo della creatività, dello stile e del lusso Italiani, rimane patrimonio dell’Italia grazie al reinvestimento di Fsi, il più grande fondo di investimento dedicato ad un singolo Paese di tutta Europa.

Con una mossa a sorpresa, ma costruita e studiata nei minimi dettagli, Fsi non consegna l’azienda agli americani, ma cresce nel capitale diventando socio di maggioranza ed avvia una partnership industriale con le famiglie Fassin (di origini Siciliane) e Bachmueller, che acquistano circa il 25% attraverso la loro holding Katjes Quiet Luxury.

Quiet Luxury, già proprietaria del prestigioso marchio del lusso di abbigliamento Bogner, concorrente di Moncler, oggi protagonista alle Olimpiadi Milano Cortina e negli anni 70-80 simbolo delle scene sciistiche mozzafiato dello 007 di Roger Moore, in The Spy Who Loved Me.

Missoni era nel radar di gruppi industriali e fondi sovrani, dopo un percorso che, nonostante il covid, l’ha portata a raddoppiare il fatturato (a circa 130 milioni di euro) e raggiungere una redditività significativa, con un Ebitda atteso per quest’anno attorno ai 20 milioni di euro. Le collezioni primavera/estate ed autunno/inverno 26, del direttore creativo Alberto Caliri, hanno ambedue registrato un +30% facendo meglio di molti dei principali brand.