L'ambasciata russa in Italia ha respinto la tesi della presidente del Consiglio Giorgia Meloni secondo cui la crisi del diritto internazionale "è figlia dell'aggressione russa contro l'Ucraina". In un lungo post su Facebook, la rappresentanza diplomatica ha accusato l'Occidente di mentire.
Meloni, in un’intervista al Tg5, aveva detto: "Mi preoccupa il contesto generale, una crisi del diritto internazionale che è inevitabilmente figlia della guerra in Ucraina quando un membro del Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite ha deliberatamente attaccato un suo vicino era inevitabile che avrebbe portato a una stagione di caos".
Per l’ambasciata russa, "tutto semplice, dunque! Attenendosi alla logica del primo ministro italiano, si potrebbe, tuttavia, proporre una formulazione più precisa. A nostro avviso, madre dell'attuale crisi del sistema del diritto internazionale è la menzogna utilizzata dai leader occidentali per giustificare le proprie intrepide violazioni della Carta delle Nazioni Unite, a partire dalle aggressioni armate, non provocate e brutali, a Paesi indipendenti e membri dell'Onu: contro la Jugoslavia (1999), l'Iraq (2003), la Libia (2011) e, oggi, contro l'Iran (2026)".
Nel post si spiega ancora: "Sempre sulla menzogna, si fonda l'attuale posizione dell'Occidente anche nei riguardi delle cause profonde della crisi ucraina, generata nel 2014 da un sanguinoso colpo di Stato e dalla guerra successivamente scatenata da Kiev contro la componente russofona della propria popolazione residente nel Donbass e in Novorossija, nonché dal sabotaggio da parte dell'Occidente degli Accordi di Minsk - sanciti dalla Risoluzione n. 2202 (2015) del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite - ossia da una diretta violazione di una norma del diritto internazionale".







