Sono rimasto veramente stupito dal testo della sua canzone, che s’intitola Per sempre sì. O meglio, a stupirmi non è il testo in sé, ma il fatto che abbia vinto il festival di Sanremo. È infatti l’inno a un amore che più tradizionale non si potrebbe
Sal Da Vinci
Il cantante Sal Da Vinci, pseudonimo di Salvatore Michael Sorrentino, un napoletano nato a New York, ha vinto il Festival di Sanremo. Bene, benissimo. Fino a una settimana fa non lo avevo mai sentito nominare, ma è un personaggio che mi fa simpatia perché è arrivato al successo tardi (ha 56 anni) e dopo tante fatiche, cadute, fallimenti.
Ciò detto, sono rimasto veramente stupito dal testo della sua canzone, che s’intitola Per sempre sì. O meglio, a stupirmi non è il testo in sé, ma il fatto che abbia vinto il festival di Sanremo. È infatti l’inno a un amore che più tradizionale non si potrebbe. Intanto, è tra uomo e donna: non si spiegherebbe, altrimenti, perché si parli di procreare («Abbiamo sognato figli in una grande casa»). Poi, la donna del cuore è «una regina ora vestita in bianco sposa», il matrimonio è religioso («Te lo prometto davanti a Dio») e indissolubile («Saremo io te per sempre, legati per la vita»). C’è pure un passaggio che lascia perplessi perché Sal Da Vinci a un certo punto canta che «la vita senza te non vale niente, non ha senso vivere», un pensiero che a volte conduce i maschi in pericolosissimi vicoli ciechi.










